La sicurezza e la salute sul posto di lavoro ai tempi del Covid-19

La sicurezza e la salute sul posto di lavoro ai tempi del Covid-19

Il dott. Simone Botta dello Studio Legale Gobbi & Partners Spa illustra quali sono i principali adempimenti nel rispetto della legge 81/08 durante i tempi di emergenza da Covid-19.

Il nostro Studio ha elaborato un protocollo volto alla prevenzione ed al contenimento del contagio che, ad oggi, costituisce parte integrante del DVR.

 

Nella prospettiva della mission del nostro Studio e della nostra Società, pensiamo possa essere utile condividere queste riflessioni con le tante imprese ed aziende con cui collaboriamo e alle quali, in questo tempo difficile, abbiamo offerto ed offriamo supporto.

 

E allora, come valutare il rischio che – lo preciso sin d’ora, è un rischio biologico – nel contesto lavorativo?

Le variabili da contemplare nella determinazione del livello del rischio di infezione da SARS-CoV-2, prese in considerazione dal metodo di stima[1] elaborato in accordo con il Documento Tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione sono:

  • Esposizione: e cioè la probabilità di venire in contatto con fonti di contagio nello svolgimento delle specifiche attività lavorative;
  • Prossimità: che consta delle caratteristiche intrinseche di svolgimento del lavoro che non permettono un sufficiente distanziamento sociale per parte del tempo di lavoro o per la quasi totalità;
  • Aggregazione: fattore, questo, che riguarda la tipologia di lavoro che prevede il contatto con altri soggetti oltre ai lavoratori dell’azienda.

 

Dall’analisi di questi indicatori si ricava il livello di rischio e di conseguenza devono essere individuate le misure di sicurezza da attuare.

 

Per una realtà come la nostra, in cui il livello di rischio MEDIO-ALTO:

  • sin dal 9 marzo 2020 tutto il personale dello studio hanno prestato la propria attività lavorativa in modalità smart working che, per inciso, deve intendersi come modalità di lavoro privilegiata;
  • Dal 14 aprile 2020 e fino alla data del 4 maggio 2020 abbiamo osservato turnazioni stabilite dalla Società compatibilmente con le esigenze personali di ciascuno;
  • Misura fondamentale è stata la riorganizzazione degli ambienti di lavoro, mediante la suddivisione su più stanze e la predisposizione di barriere in plexiglas.

 

Veniamo infine alle misure di sicurezza vere e proprie, frutto dell’applicazione e contestualizzazione del Protocollo 24 aprile 2020, divenuto allegato n. 12 del DPCM 17 maggio 2020, condiviso da:

  • Presidenza del Consiglio dei Ministri
  • Ministero Economia
  • Ministero Lavoro e Politiche Sociali
  • Ministero Sviluppo Economico
  • PARTI SOCIALI.

 

Misure di prevenzione e protezione che dividerei in tre gruppi:

Requisiti di accesso:

  • non aver avuto contatto con soggetti risultati positivi al Covid-19;
  • non provenire da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS, nei quattordici giorni precedenti;
  • non presentare sintomi influenzali.
  • E comunque manifestare tempestivamente – anche successivamente all’accesso – al datore di lavoro l’eventuale sussistenza delle condizioni di pericolo (stato febbrile, mal di gola, tosse, provenienza da zone critiche, contatto con soggetti positivi al virus) per le quali è previsto l’obbligo di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria competente.

 

In tal senso occorre mettere a disposizione tutti i dispositivi di prevenzione e protezione personale: mascherine, guanti monouso – per chi lo desiderasse – e gel igienizzante a base alcolica, termometro ad infrarossi.

 

Prassi preliminari all’accesso:

  • non mostrare sintomi influenzali e sottoporsi alla misurazione della temperatura;
  • igienizzare le mani;
  • indossare la mascherina;
  • se del caso, indossare i guanti monouso.

 

Prassi all’interno dei locali:

  • è obbligatorio l’utilizzo della mascherina di protezione nei locali comuni (corridoi, sale d’attesa, sale riunioni, servizi igienici, ecc.);
  • è necessario mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro;
  • occorre privilegiare l’utilizzo del sistema di telefonia interna per comunicare con i colleghi e, ove fosse indispensabile recarsi nell’altrui stanza, indossare la mascherina di protezione;
  • è consigliabile igienizzarsi frequentemente ed accuratamente le mani con la soluzione appositamente messa a disposizione dalla Società;
  • occorre verificare con la direzione la possibilità di accogliere e ricevere i clienti e, in caso di risposta affermativa, rispettare e far rispettare agli ospiti le prassi preliminari all’accesso allo Studio e quelle definite con cartellonistica all’interno dei locali;
  • è consigliato permanere all’interno della propria stanza durante l’attività ordinaria e ridurre al minimo il contatto con il resto del personale;
  • il personale incaricato di ricevere corrieri, portalettere ecc. dovrà indossare la mascherina protettiva ed i guanti monouso. Dovrà inoltre sanificare gli oggetti con i quali verrà a contatto prima di consegnarli e metterli a disposizione dei destinatari;
  • è necessario igienizzare i servizi igienici dopo ogni utilizzo.

 

Essendomi occupato di differenti realtà professionali, che vanno dai porti, dalle marine ai servizi di investigazione, quello che mi sento di dire è che non esiste una soluzione unica e valida per tutti.

 

Il mio suggerimento – il nostro suggerimento – è quello di riformulare e implementare il DVR con l’analisi del rischio Covid 19 come precedentemente illustrata, di concerto con le altre parti e figure aziendali coinvolte nell’area della sicurezza sul lavoro.

Attenzione! Le sanzioni per l’omessa valutazione dei rischi e, più in generale, per le violazioni delle disposizioni contenute nel Testo Unico Sicurezza sul Lavoro, sono per la maggior parte sanzioni di carattere penale. Suggerisco allora dedicare attenzione, studio e tutto il tempo necessario a queste operazioni.

[1]     Metodologia basata sul modello sviluppato sulla base dati O’NET del Bureau of Labor of Statistics statunitense (fonte O*NET 24.2 Database, U.S. Department of Labor, Employment and Training Administration) adattato al contesto lavorativo nazionale integrando i dati delle indagini INAIL e ISTAT (fonti Indagine INSuLa 2 e dati ISTAT degli occupati al 2019) e gli aspetti connessi all’impatto sull’aggregazione sociale.

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